Castello del terriccio - castellina marittima casa del lupicaia e tassinaia
Del Castello del Terriccio, nei suoi primi dodici anni di storia, hanno scritto un po' tutte le maggiori riviste specializzate italiane e straniere. Quotidiani a larga diffusione come Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Financial Times, Times Magazine, prestigiose testate enologiche come Decanter, Wine Spectator, Wine, Falstaff, Alles uber Wein, The Wine Advocate, Bibenda, Vinaria, Gambero Rosso, Wine Enthusiast, Merum, Vinum, Il Sommelier italiano, Fine wine folio, International Wine Cellar, siti Internet come Wine news, Decanter web magazine, Enoworld wine, Acquabuona, Gola Gioconda, WineReport, il belga 6 minutes vine, l'olandese Wijiidee, riviste come Dove, Panorama Travel, Il mio vino, Mondo agricolo, Agrisole, Buono e naturale. Il celebre wine writer britannico Stephen Brook ha scelto di inserire Gian Annibale Rossi di Medelana tra i 40 personaggi del vino mondiale - solo tre italiani: gli altri erano Piero Antinori e Angelo Gaja - ritratti nel suo volume Wine People, pubblicato nel 2001 a New York da Vendome Press.

Wine Spectator, Robert Parker con il suo Wine Advocate e Wine Enthusiast hanno costantemente attribuito al Lupicaia e al Tassinaia valutazioni importanti, spesso superiori ai 90/100, contribuendo a determinare una forte richiesta dei nostri vini negli Stati Uniti e a rendere il Lupicaia, così come ha osservato il Corriere della Sera, una delle venti etichette italiane più ricercate dagli investitori. Nella prima asta di vini italiani di pregio organizzata nel nostro paese dalla casa d'aste londinese Christie's sei bottiglie di Lupicaia sono state aggiudicate con la soddisfacente quotazione di 500 euro. Nel corso delle Vinalies Internationales di Parigi del 1999 il Lupicaia 1996 ha ricevuto l'insigne riconoscimento della medaglia d'oro. Nel 2000 il Tassinaia 1999 ha ricevuto il riconoscimento dei Vinalies d'argent, riservato a "vins d'haute expression du monde entier".

Tra i giudizi espressi sul Lupicaia va ricordata l'opinione del grande esperto svizzero Wolfango Jezek che a proposito del Lupicaia 1996 ha parlato di "vino di gran pregio, per me uno dei migliori esempi di vinificazione che la Toscana offre". Il punto di vista di Luciano Di Lello, che lo considera "vino di classe estrema”, mentre per Parker, riferendosi all'annata 1998: "vino denso, ricco e muscolare". Nell'edizione on line di Wine Spectator del dicembre 2001 si osservava come il Tassinaia abbia "more zest and character". Sempre su Wine Spectator il responsabile dell'ufficio europeo James Suckling ha definito il Lupicaia come " Tenuta del Terriccio's Lupicaia is a serious addition to the group of highly sought-after "aia" wines, which include Ornellaia and Sassicaia", e descrivendolo quale " chunky, generous Cabernet Sauvignon with loads of plummy, earthy character and voluptuous, velvety tannins"


Quarterly Review of Wines

La rivista statunitense Quarterly Review of Wines nell'uscita dell'inverno 2004/2005 nella "Shoppers' Guide to Super Tuscans" ha assegnato il punteggio massimo di 5 stelle al nostro Tassinaia 2000 così descrivendolo: "colore rubino intenso, naso fitto e concentrato, terroso, carnoso, con frutti neri in evidenza. In bocca corposo, speziato, masticabile, con note di caffè e mora, con un finale lungo e potente".


Decanter Italy 2005

Anche la master of wine Rosemary George nel suo volume Treading grapes “Walking through the wineyard of Tuscany” ha dedicato due pagine al Castello del Terriccio, definendolo produttore di "alto profilo", come in un articolo, Band of brothers, dedicato a quel che si muove all'interno della Costa Toscana, pubblicato nel gennaio 2005 nel supplemento Italy 2005 della rivista britannica Decanter.


Mondo Weine der Welt

In Germania, in un articolo dedicato ad una degustazione di vini toscani, la rivista tedesca Mondo, curata da Gerhard Eichelmann, ha degustato i vini della nostra azienda, assegnando i seguenti punteggi:

91/100 al Castello del Terriccio 2000
89/100 al Rondinaia 2003
89/100 al Con Vento 2003
87/100 al Lupicaia 2001
86/100 al Tassinaia 2001
85/100 al Capannino 2002

Wine Spectator

Anche Wine Spectator, in alcune uscite di fine 2004, è più volte tornato sui nostri vini, attribuendo loro, ad opera di James Suckling, queste valutazioni:

92/100 al Castello del Terriccio 2001
91/100 al Lupicaia 2001
89/100 al Tassinaia 2001
88/100 al Rondinaia 2003
87/100 al Con Vento 2003

Il Castello del Terriccio 2001 viene descritto di "colore intenso, con sottili, intensi aromi di ribes, viole e ciliegie, di cioccolato e menta. Pieno corpo, con tannini setosi e finissimi ed un lungo finale. Molta eleganza. Migliore dopo il 2006", mentre il Lupicaia 2001 viene descritto con "intensi aromi di ciliegie, con note di vaniglia e di liliacee. Pieno corpo, con tannini vellutati ed un finale ricco e rotondo. Ha bisogno di tempo per assemblarsi pienamente, ma è generoso e ricco". Infine il Tassinaia 2001 "ricchi aromi di ciliegie, terra e accenni di tabacco. Pieno corpo, con un buon frutto, tanini setosi e un finale di media lunghezza. Ha ancora bisogno di qualcosa, al centro del palato, per essere straordinario".


La Repubblica

Passando all'Italia importante articolo di Luciano Di Lello, dal titolo "Castello del Terriccio 2001: rosso toscano stratosferico", pubblicato su La Repubblica, pagine di Roma, del 10 dicembre 2004. Celebrato il taglio bordolese Lupicaia definito "già mitico tra gli appassionati" e progredito ancora, con il 2001, sino a segnare "il punto più alto con un frutto potente e delizioso irrorato di dolci note di eucaliptus ed un'ampiezza di sapori dalla levigata setosità e dall'eleganza estrema", Di Lello, saluta, con l'uscita del Castello del Terriccio 2001, "un ulteriore rosso stratosferico su cui è difficile dare valutazioni di preferenza. Prevale la sensazione di volume, di carnosità di polpa di frutti e di sottobosco che si vanno irrorando di nobili toni minerali e catramati. Proprio la sontuosa pienezza, la fisicità appetitosissima, lo rendono oggi più aperto e uno degli assaggi assoluti dell'anno".


Il Sommelier

Segnalazione del Lupicaia, questa volta l'annata 2000, sul numero di novembre-dicembre della pubblicazione ufficiale dell'A.I.S. Il Sommelier italiano, che celebra il vino per il "colore rosso rubino intenso e concentrato, impatto olfattivo complesso con sentori di frutta rossa matura e more. Forte speziature, ma non invadente, di liquirizia e foglia di tabacco. Al gusto è morbido, grasso ed elegante, con tannini vellutati ben sostenuti dall'alcol. Il finale è lungo e molto gradevole".


Bibenda

La rivista dell'A.I.S. di Roma Bibenda, invece, in un servizio su "Il vino solidale", ovvero i vini che hanno deciso di aderire all'iniziativa di beneficenza Wine for Life creata dalla Comunità di Sant'Egidio a Roma e apponendo un bollino su ogni bottiglia, celebra, assegnandogli un punteggio di 90/100, il Castello del Terriccio 2001: "rosso densissimo. Bel ventaglio olfattivo, spazia da ciliegia e prugna a liquirizia e cacao, pepe ed erbe aromatiche. In bocca non ostenta potenza, ma è ricco di muscoli; morbido e con tannini levigati".


Revue du Vin de France Spécial Italie

Tornando all'estate 2004 va segnalata la presenza del Castello del Terriccio tra le aziende selezionate da Thierry Dessauve e Alessandro Masnaghetti per rappresentare la Toscana nel supplemento Spécial Italie allegato all'uscita di luglio della più importante rivista del vino francese,  Revue du Vin de France, che ha selezionato e proposto per la prima volta "i 120 migliori produttori italiani". Il Terriccio viene descritto come "bella tenuta ultrachic della Costa Toscana a Cecina, sud di Livorno, che realizza ricercati ed elegantissimi Super Tuscan. Il Lupicaia si basa sul Cabernet, mentre l'altrimenti assai riuscito Tassinaia associa Cabernet, Merlot e Sangiovese. Il bianco Con Vento è ricco e di buona personalità".


Bere

Nell'aprile del 2004, la rivista mensile Bere ha dedicato un servizio di ben quattro pagine, per la rubrica "protagonisti" a Gian Annibale Rossi di Medelana. L'articolo, intitolato "Per un vino di razza ci vuole carattere", propone l'intero percorso professionale del patron del Terriccio, la storia e l'evoluzione dell'azienda ed è completata da un'interessante intervista sulla spinosa questione del prezzo dei vini e dell'impossibilità, per il produttore, di controllare il prezzo di vendita, in enoteca e al ristorante, una volta uscito il vino dalla cantina. Rossi di Medelana racconta gli sforzi fatti, in ogni fase, per assicurare la qualità finale del Lupicaia e dei suoi fratelli e gli investimenti, non indifferenti, sostenuti, per fare conoscere il vino, per "farlo assaggiare" in giro per il mondo. Un impegno notevole che "ha un costo elevato, in termini umani, fisici e, non ultimi, anche economici".


Lupicaia 2001 tra i top wines italiani secondo le guide delle guide

Con il Lupicaia annata 2001 il Castello del Terriccio si è inserito nella ristretta schiera delle migliori aziende italiane, secondo le graduatorie riassuntive delle valutazioni dei vini premiati dalle cinque più diffuse guide enologiche pubblicate da alcune riviste. Secondo il mensile Class - uscita di dicembre 2004 - con il Lupicaia 2001 il Castello del Terriccio si piazza al 25° posto tra i top wines italiani, che diventa invece 15° secondo le valutazioni della Guida delle guide - i 226 vini italiani più gettonati - de Il Mondo, settimanale economico del Corriere della Sera, nell'uscita dell'11 febbraio 2005. Il mensile Civiltà del bere, nel numero di gennaio-febbraio 2005, evidenzia che il Lupicaia 2001 figura invece tra i 33 vini che "hanno ottenuto la citazione d'eccellenza su 4 delle 5 guide".  

Veronelli: Elegante Lupicaia

Domenica 1 febbraio 2004 Luigi Veronelli dedicava la sua rubrica "Agrodolce" sul Corriere della Sera al Terriccio e al Lupicaia. Ora questo interessantissimo testo figura, come documento, nella pagina 478 che ospita sulla Guida Oro I Vini di Veronelli 2005 la scheda del Castello del Terriccio che riportiamo come testimonianza dei rapporti tra la nostra azienda e l'indimenticabile Gino: "Metà luglio 2000. Un aquilone - o cervo volante o drago volante - stava alto su Montescudaio (l'aquilone è oggetto fascinoso; nasce dalla volontà degli uomini di comunicare con gli dei). Nella lucida sera, fresca oltre ogni speranza, s'imponeva a me che lo osservavo dalle strade dei colli attorno, come un imperativo. Mi ha portato da Barbara e Giorgio Scarpa del ristorante "Il Frantoio" e quindi dal Lupicaia. Un pasto per amici intimi: il prosciutto di montagna, spaghetti al pomodoro,  tagliatelle al ragù,  trippa,  coniglio ripieno e pecorino stagionato. E soprattutto il vino, il Lupicaia. Dal primo assaggio mi ha invaso per completezza ed eleganza. Ho conosciuto successivamente il produttore, Gian Annibale Rossi di Medelana, nella Tenuta del Terriccio, in Castellina Marittima. Oggi è il mio amico più caro, un mito. All'invito per la Fiera dei particolari - Terra e libertà - Critical Wine, Leoncavallo, mi ha scritto: "Ti ammiro molto, come precursore e come uomo, nell'impegno e nella passione che dedichi alla valorizzazione della qualità e della tipicità delle nostre produzioni. In questa occasione di coinvolgimento dei giovani, nessuno mai potrebbe esentarsi dall'aderire, convinto che tutto quanto oggi stai facendo, contribuirà a costituire la cultura della società del domani. Un caloroso grazie". Gian Annibale non sa: sono io a dover dir grazie a lui. Un contadino aristocratico. Ha 1.700 ettari di terre - ovunque, gli squarci panoramici sono di celestiale bellezza - e produce oltre il Lupicaia, a base di uva cabernet sauvignon e merlot, il Castello del Terriccio, a base di syrah, mourvedre, tannat e cabernet sauvignon (all'annata 2001, Daniel Thomases ha dato 94 su 100) e un olio sublime. La sua anima coincide con la terra. All'interno della tenuta, un allevamento di cavalli da competizione; Gian Annibale negli anni Settanta, praticava, a livello internazionale la disciplina equestre più dura: la monta in completo. Nel 1979 un incidente ippico - il cavallo si coricò su di lui - ne interruppe l'attività. Gian Annibale, immobilizzato, adora il suo centinaio di fattrici, stalloni e puledri. Vuole che trionfino in gare e concorsi, come i suoi vini".